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    12 January

    Il nome della Rosa di Umberto Eco

     Il nome della Rosa di Umberto Eco

     

    ECO_rosa0 XV secolo. In un antico e rinomato monastero benedettino del nord d’Italia, giungono Guglielmo da Baskerville e il suo allievo, Adso. Guglielmo, abile e geniale frate francescano, sarà richiesto all’udienza, che si sarebbe tenuta pochi giorni dopo, per difendere gli ordini minori della chiesa che rischiano di essere accusati di eresia, davanti ai delegati papali. Ma ben altri problemi affliggono l’abbazia. Da una strana morte di un monaco, ne seguono altri chiaramente assassinati. Per di più le circostanze delle morti richiamano il libro dell’Apocalisse. Quale mente malata e perversa si aggira nel monastero? O sono solo coincidenze? Tutto sembra collegato ad un libro misterioso e alla immensa biblioteca, la più grande in tutta la Cristianità, inaccessibile e segretissima. Eppure Guglielmo e Adso sono convinti che la risposta agli omicidi si trovi dietro quelle mura.

     

    Un libro rivelatore della vita nei monasteri del 1400, tempo in cui i sapienti monaci conoscevano ogni citazione a memoria, tempo in cui gli occhiali erano un oggetto nuovo e considerato quasi un artificio di magia nera, tempo in cui gli amanuensi trascrivevano e tramandavano i segreti degli antichi scrittori greci, latini e arabi.

     

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    Comments (1)

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    Inizialmente ho trovato questo libro troppo pesante, con un ritmo troppo lento, con un tempo del racconto molto piu lungo del tempo della storia e essenzialmente noioso, sicchè mi son fermata alle prime 100 pagine. Dopo averlo ripreso (con maggiore consapevolezza dei contenuti che avrei trovato) e finito posso dire di aver davvero cambiato idea a riguardo.
     
    E' un libro adatto a tutti i tipi di lettore perche è un'opera polisensa, mi spiego, presenta diversi livelli di lettura:
    - E' un giallo-poliziesco (che spesso interessa soprattutto il lettore ''di primo livello'')
    - E' un vero e proprio trattato sul Medioevo, sulle eresie del tempo, su come le scoperte del periodo fossero tenute spesso
      all'oscuro dei semplici ( come si è testè detto per gli occhiali)
    - Possiamo considerarlo un romanzo storico
    - E' una vera e propria opera Post-moderna, fatta di innumerrevoli citazioni (che vanno dai film di Bergman al teatro di Brecht e a libri come la Bibbia e su questo punto ognuno potrebbe aggiungere ciò che più ritrova opportuno dato che il lettore interagise con la storia in modo unico, vedi, sempre di Eco, Lector in fabula) e soprattutto di contaminazione, perchè le opere citate sono riprese alla rinfusa (sia per periodo, sia per linguaggio, anzi lingua: italiano, latino e tedesco) e questo ci riconduce a un sapere enciclopedico (ovviamente non mi riferisco al sapere di Eco che non oserei mai definire così) non specifico, proprio dell'epoca in cui il romanzo è ambientato.
     
    Sicuramente ho dimenticato qualcosa che non appena mi verrà in mente aggiungerò!!
     
          Cari saluti                                                                                                                                       Ilaria P.
    13 Jan.

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